Controvento
Pier Giorgio Cadeddu
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Guardo attraverso le trasparenze dei tuoi occhi
pensieri migratori verso terre
dove il dolore sa di rosmarino e salvia
ed i profumi esplodono nei campi
tra i balzi e le ferite
di un giorno immaginario;
se potessi fermarmi controvento
sarei roccia di mare per le tue vite di conchiglia,
se chiamassi d’angoscia ancora le tue braccia
sarei un ulivo curvo
piegato dal maestrale;
Quali passi si sciolgono di danza
Con il canto epifanico degli intrighi di marzo,
quanto ancora i richiami di gabbiano
saranno fantasia, aria leggera,
impalpabile Atlantide dei sogni?
Si infila tra le mie mani nodose
L’ironia dei miei voli,
a cercare un’uscita
Oltre il dedalo solito delle emozioni.
©
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Pier Giorgio Cadeddu
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