Come bava tra i pensieri

Ancor lo getti
il tuo furtivo sguardo ov’io mi poso
ancor t’avvinghi
all’immagine
che la mia penna vuota oggi dipinge
aspetti
con i tuoi finti occhi addormentati
ti basta un clic
per aver l’accesso
per affacciarti al mio balcone
nel tentativo vano
di riempire la tua piazza
ma solo parole vuote e scarne
sono i versi rubati
parlano nascosti
doppiano
il recitar sommesso
di chi si denuda
davanti a sguardi ingordi
mancano di quella linfa
che cola
come bava tra i pensieri
e poi vaga
tra le ombre del senno
aggrappandosi
a volte ad un lamento
a volte a un sogno
un sogno
che mai nessuno
riuscirà a portar via
dalle mie righe ignude.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Azar Rudif2 marzo 2015
Aldilà del fatto specifico, rubare un verso ha un'importanza relativa in quanto quel verso è nato dal sentire e dal sapere di chi l'ha scritto e rientrano in un testo ed un contesto non ripetibile. E' come uno che ruba un pezzetto di un quadro famoso e lo ripete in un suo quadro che non avrà mai il senso dell'originale. Lo stesso vale per una musica: posso rubare le note, il ritmo, ma sarà sempre un qualcosa di diverso... sarebbe onesto citare la fonte. Con le parole, con i testi diventa più difficile provare un plagio perché le parole sono componibili a piacere e spesso, i versi, è facile scrivere versi simili, ma il senso ed il sentire sono dimostrabili se si tentassi di copiarli.

