Ti senti
Infelice per un fallimento preannunciato,
delusa per aver di nuovo fallito,
stanca di provare e riprovare
ad entrare in vite troppo complicate,
rassegnata per non trovare
quello che da sempre si cerca,
schifata dall'altra gente
che ottiene sbagliando,
inferocita per aver sempre usato
garbo ed eleganza,
indemoniata perché non è servito a nulla
tutta questa maledetta decenza,
furibonda perché indietro
non torna mai nessuno.
Furiosa, imbestialita, esasperata
per ogni ruota che non ha girato
si è impigliata contro rami di cemento
infangata in una melma di ricordi assordanti.
Svuotata da sentimenti
che ti stanno abbandonando,
scavata come il fosso più profondo del mondo,
asciugata e seccata,
come una foglia ormai pronta a morire.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Giovanni624 marzo 2015
Sentimenti espressi che rivelano uno stato profondo di angoscia e frustrazione. Toccare il fondo e poi risalire in superficie, sperare sempre nel domani comunque. Una poesia complessa ma molto bella.
Francesco Rossi5 marzo 2015
Un testo in cui la poetessa capovolge il concetto di sofferenza basando la percezioine sulla società che non tiene di conto delle difficoltà di natura esistenziale che spesso cadono a terra come le foglie nella stagione autunnale, sembra che in questo viatico poetico la primavera non spuntare, e in questo modo il rimarcare la sostanza della sofferenza nella caduta da cui è arduo rialzarsi.

