Tra senno e senso

Girano i miei sensi
come macina
ove io mi perdo
schiacciato dal movimento lento
di questo impudico ardore
leccando senza sdegno
i miei pensieri
deliziandomi
dei tuoi folli respiri
che mi arrivano
come fa il vento con le foglie
è di quel tremor
che ancora mi sorprendo
è a quell’evidenza che tange
a cui m’avvinghio
la parola
è solo un desiderio
che giace ingoiato
nel fondo del tuo ventre
ove anche
il mio perduto senno s’abbandona
sono un fantoccio
che vestito con l’abito più bello s’inginocchia
per declamar davanti a te degna preghiera
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Turan
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
