8 marzo
Giacomo Precone
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Attenta donna,
non tragga
in inganno
l’abbaglio deciso
del giallo colore
che oggi t’ inonda
ché l’inno
alla maschia impostura
in questo giorno
ha il massimo
del suo fulgore.
Rallenta e rifletti
delicata creatura,
quel compiaciuto
rispetto dei tanti
di lupi affamati,
le fauci feroci.
cela l’agguato.
Fermati donna
e medita un tanto,
nell’ odierno clamor
dei proclami d’ augurio
lanciati d’azzardo
c’è poco di vero,
m’autentiche sono
le storie d’ oltraggio,
di morte,
di strazio di carne
vissute nel quotidiano.
Ascolta donna
e ricorda soltanto:
i silenzi,
le lotte,
i soprusi,
lo sfregio,
le proibite denunce,
le percosse inaudite,
le accuse infondate.
Effimera festa:
calpestate ragioni,
violenze subite,
diritti negati,
processi sommari,
tragedie scontate.
Lo scorrer del tempo
nel tortuoso cammino
che porta al rispetto
è appena iniziato,
la marcia è ancor lunga
e da tempo remoto
nell’ ostico incedere
un sol passo avanti
il progresso ne è stato.
Pensa donna,
tra il dono d’ un fiore
e una stretta di mano,
c’è ancor tanto da fare
per alleviare
l’intrinseco lutto
che dalla notte dei tempi
riveste il tuo cuore.
Spera donna,
cancella il timore,
giacché
la tua sfida
mai è stata vana
e lotta oggi
com’ hai lottato ieri
e domani lotta ancora
a che la diffusa vertenza
giunga al tramonto
perda l’eterna sembianza,
e anneghi, con essa,
l’infame iattanza.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giacomo Precone
Giacomo Filippo Precone nasce il 24 Luglio 1962 a Diso, piccola cittadina della provincia di Lecce, dove ancora oggi vive e lavora. Amante della pittura, della musica, del teatro e dell'arte in genere e da sempre attento a non indirizzare la propria esistenza nei complicati meandri del superfluo, non ferma l‘occhio su
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