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Riflessioni 17 marzo 2015 · lettura 1 min · 3018 letture

Un perso Grido

Saverio Chiti 2048 poesie pubblicate
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Si perde nel vuoto come un lamento lontano arrivato da chissà dove... è un sentire che non bramo come fosse un perduto grido che mi piove addosso Ora che nella pace avevo trovato alimento mi accorgo invece di chi vive nello sgomento cercando di farlo capire a persone ottuse Per tutti non sono che spazzatura figli di questa vita che ha premura del vivere il momento e mai attende chi rimane addietro in vite passive e disilluse Sono per lo più scarti di altre vite o almeno è così che sono visti dalla gente comune che niente ha davvero a spartire con questi poveri cristi È un perso grido che indigna l'anima ma fa breccia nel cuore... Non tutti sai, caro amico ti chiuderanno la porta ci sarà in questa vita chi ti tenderà la mano vedendo in te solo amore e il loro accanimento terrà lontano.
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Oggi, mi sono usciti dal cuore, questi versi, volendo ricordare mio nonno, Cav. di Vittorio Veneto, (15- 18) combattente per questa Patria, che spesso rinnega chi HA donato tutto di sé… la voglio dedicare anche a chi rimane indietro, nei confronti di questa società che spesso... si dimentica degli ultimi!

L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Commenti (3)

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piera tola17 marzo 2015

Dire bellissima è poco e non saprei commentare versi toccanti come questi... sono espressione di chi nell'anima ha un amore immenso e rispetto per la vita che va oltre l'immaginabile ... Un brivido ripercorre la storia che ha fatto la nostra terra... mai dimenticare non dovrebbero essere solo parole. In quella mano tesa ci vedo l'inizio di un nuovo cammino che forse pochi intraprendono.

Anna Di Principe17 marzo 2015

Un inno d'amore per chi su questa terra soffre, per gli ultimi abbandonati da tutti... nel contempo una denuncia per chi rappresenta le istituzioni dello Stato. Apprezzata la nota del poeta, che attraverso la voce del nonno combattente ha steso una lirica dal lessico mordace e corrosivo... Apprezzatissima

Antonella Avolio17 marzo 2015

Penso che nessuno, anche se studenti, possa dimenticare le atrocità della guerra. La nostra storia è stata teatro di due guerre mondiali che hanno trasformato l'assetto politico e geografico del mondo. Pensiamo a quanti sono caduti per la patria e adesso siamo noi che guardiamo il loro orizzonte. Bravo l'autore nel trattare un tema tanto a me caro.