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Morte 18 marzo 2015 · lettura 1 min · 1996 letture

Ciondolo

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Non sapremo mai come sarà il ciarlare, quando ciondoleremo sul pendolo mentre col sangue propizieremo la nemesi. Non sapremo scaraventare la vicinanza che grugnisce al di là del fiato, del succo brumoso, o della cellula, che costringe nel cortocircuito dell'esistenza. Sapremo cosa sarà la sete il mare, l'onda sorgiva che divarica lo sterminio del senso. Lo sapremo eppure brucheremo l'inadeguatezza fino all'ultima versione di noi stessi. .
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (5)

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Pagu18 marzo 2015

L'esistenza è una continua ricerca, capire il senso delle cose ci permette di vivere una apparente serenità. Tuttavia la nostra inadeguatezza difficilmente ci consente di arrivare al nucleo centrale e spesso ci fermiamo all'apparenza. Questo è quello che ho pensato mentre leggevo la poesia di un autore che ci ha abituati a lavori importanti, dove lo spessore psicologico è ben evidente. Ci sono sempre tanti spunti su cui occorre ragionare, come se fossimo davanti a un teorema. Complimenti per questo nuovo lavoro assolutamente interessante.

Giovanni Chianese18 marzo 2015

Un sottilissimo senso esce da questi versi, che lanciati sull'orlo di un precipizio dondolano una schietta domanda. Nel grondare sangue propensi a riparare le nostre colpe e impotenti all'ultimo respiro a replicare un ciarlare al capezzale sapremo solo indicare bisogni estremi o accuseremo uno sparlare di noi. Secondo l'autore nell'incoscienza ingoieremmo le ultime e inadeguate versioni di noi stessi. Tremenda introspezione sull'orlo di un guanciale intorpidito dal gelo di un corpo fa molto riflettere. Grande!

Alberto De Matteis18 marzo 2015

Un mistero è la nostra vita, la nostra esistenza, e lo stesso per quanto ci attende dopo la morte.

rita iacobone20 marzo 2015

Ognuno di noi nel suo intimo più profondo sa comprendere le sue colpe e le sue limitazioni, portarle sulla superficie dell'anima rimane difficile e spesso non lo si vuole fare. Così restiamo sproporzionati fino alla fine. Un altro intelligente lavoro che stimola e interessa molto.

nemesiel23 marzo 2015

ciò che sappiamo e ciò che ignoriamo hanno un labile confine... siamo destinati a non sapere è questa la verità e anche ciò che ci illudiamo di conoscere, di fatti, non ne comprendiamo il senso. Poesia che trasmette inquietudine perché dà forma ai nostri pensieri e si rende voce della nostra sconfitta di uomini, nella consapevolezza che dobbiamo vivere e a questa vita siamo legati per paura ed assoluta ignoranza di altro che possa esistere fuori da essa.