La vita si anima al plurale
Avevo cuore d'assassino.
Eppure tu sfioravi il mio sorriso
come Eurialo, forte, stringeva Niso.
Perché coglievo fragole e ortiche
tra coperte e mendicanti,
perché aiutavi il silenzio mio e degli altri.
Mi dicevi - e non piangevi -
“la differenza è un quasi uguale”
mentre io piangevo – e poi capivo -
che la vita si anima al plurale.
Prima di morire dirò che t'amo
anche se quest'ultima parola
sarà solo memoria d’un richiamo.
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