Pietà di un giorno
Saverio Chiti
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Lo so, ti ricordi ancora quel giorno
quando nell’antro tuo più nero
ti presi con violenza
e ti feci mia,
grida pure, ti dicevo
chi mai può sentirti ora
e te lo ripetevo con un sussurro
tale da far paura...
Ti presi che non avevi quindici anni
ti presi sì, e ti feci mia
lo so, ancora lo ricordi come fosse adesso, figlia mia...
Se in me, non ti avessi visto così indifesa
forse non ti avrei macchiato con quell’offesa
e chissà, nel caso avrei desistito...
Ora saresti andata in sposa
a chi non è come me, un pervertito.
E forse anch’io sarei un altro, chi può mai dirlo
eppure ci sono momenti
in cui ancora, mi divoro in quel vento
e sento i tuoi singhiozzi nel cuore
come pure ci sono momenti, dove davvero vorrei perire
sotto le fauci del disonore.
Da tempo, ogni giorno passo di qua
no, non per chiedere l’umano perdono
e nemmeno quello divino
non può farlo certamente Dio, come nessun altro lassù
vivo la mia colpa da padre meschino
però ti prego amor mio, almeno fallo tu...
Seppure abbia pagato la mia colpa con la giustizia dell’uomo
e più volte ho cercato di farla finita
non è così che posso terminare la mia vita
dentro me, sento sempre le tue suppliche
d’immacolata innocenza
e la tua voglia di vivere ancora.
No non è così che deve finire
è questo il prezzo che devo pagare
ancora ogni mio giorno sino all’infinito...
È davanti a te, che mi devo recare
e guardare nella tua foto, quel viso acerbo di figlia
che sento fremere dentro me, ogni qualvolta mi fermo a pregare.
Troppo facile sai, sarebbe il morire
ma se posso davvero pagare per la mia colpa
è così che devo fare, struggermi nel dolore che ti ho creato
con mani violente e omicide
e soffrire con te, sperando che la tua anima
mi possa un dì, infin perdonare.
Però non è a te che chiedo
la pietà di un giorno
troppo sarebbe il mio sperare,
ma è Dio che imploro
affinché altri capiscano quel che ho fatto
a una dolce fanciulla senza peccato.
E a chi crede
che la lussuria sia solo uno sfizio,
rammento con sofferenza
il mio supplizio di padre snaturato
augurandomi che il mio atto,
da nessun altro uomo sia più replicato.
È mattina presto, e davanti a te ancora mi trovo
oggi mi sembra di vedere sul tuo volto
un innocente sorriso...
Forse anche tu, le mie parole hai ascoltato
e chissà se sarà questo il giorno dove pietà mi sarà concessa
io intanto, rimango ancora accanto a te
poco cambia per me, il prezzo per il tuo perdono
è di continuare a vivere, invocando la vita stessa.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (1)
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picciro21 marzo 2015
La descrizione umana di un dolore... che sia pur abbia provocato altrettanto dolore, è provato per tutto quello che all'anima dell'infame... quell'atto infligge... quando vi è un barlume di pentimento... davvero toccante... complimenti...

