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Sociale 21 marzo 2015 · lettura 3 min · 3338 letture

Pietà di un giorno

Saverio Chiti 2048 poesie pubblicate
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Lo so, ti ricordi ancora quel giorno quando nell’antro tuo più nero ti presi con violenza e ti feci mia, grida pure, ti dicevo chi mai può sentirti ora e te lo ripetevo con un sussurro tale da far paura... Ti presi che non avevi quindici anni ti presi sì, e ti feci mia lo so, ancora lo ricordi come fosse adesso, figlia mia... Se in me, non ti avessi visto così indifesa forse non ti avrei macchiato con quell’offesa e chissà, nel caso avrei desistito... Ora saresti andata in sposa a chi non è come me, un pervertito. E forse anch’io sarei un altro, chi può mai dirlo eppure ci sono momenti in cui ancora, mi divoro in quel vento e sento i tuoi singhiozzi nel cuore come pure ci sono momenti, dove davvero vorrei perire sotto le fauci del disonore. Da tempo, ogni giorno passo di qua no, non per chiedere l’umano perdono e nemmeno quello divino non può farlo certamente Dio, come nessun altro lassù vivo la mia colpa da padre meschino però ti prego amor mio, almeno fallo tu... Seppure abbia pagato la mia colpa con la giustizia dell’uomo e più volte ho cercato di farla finita non è così che posso terminare la mia vita dentro me, sento sempre le tue suppliche d’immacolata innocenza e la tua voglia di vivere ancora. No non è così che deve finire è questo il prezzo che devo pagare ancora ogni mio giorno sino all’infinito... È davanti a te, che mi devo recare e guardare nella tua foto, quel viso acerbo di figlia che sento fremere dentro me, ogni qualvolta mi fermo a pregare. Troppo facile sai, sarebbe il morire ma se posso davvero pagare per la mia colpa è così che devo fare, struggermi nel dolore che ti ho creato con mani violente e omicide e soffrire con te, sperando che la tua anima mi possa un dì, infin perdonare. Però non è a te che chiedo la pietà di un giorno troppo sarebbe il mio sperare, ma è Dio che imploro affinché altri capiscano quel che ho fatto a una dolce fanciulla senza peccato. E a chi crede che la lussuria sia solo uno sfizio, rammento con sofferenza il mio supplizio di padre snaturato augurandomi che il mio atto, da nessun altro uomo sia più replicato. È mattina presto, e davanti a te ancora mi trovo oggi mi sembra di vedere sul tuo volto un innocente sorriso... Forse anche tu, le mie parole hai ascoltato e chissà se sarà questo il giorno dove pietà mi sarà concessa io intanto, rimango ancora accanto a te poco cambia per me, il prezzo per il tuo perdono è di continuare a vivere, invocando la vita stessa.
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dipinto: L’innocenza - Marco Lalomia (Bologna)... nella giornata dedicata alla poesia... che si alzi il grido, il MIO grido per la solidale e umana lotta contro ogni Violenza...

L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Commenti (1)

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picciro21 marzo 2015

La descrizione umana di un dolore... che sia pur abbia provocato altrettanto dolore, è provato per tutto quello che all'anima dell'infame... quell'atto infligge... quando vi è un barlume di pentimento... davvero toccante... complimenti...