La primavera umana
Massimo Imperato
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Apre la vanga i solchi
giaciglio di semi ignari,
sepolti per giorni oscuri.
Tombe di essenze avare.
Dov'è spiraglio?
Dov'è speranza?
Solo il perire annulla sofferenza
nel freddo umido
di una terra greve.
Par che la morte
non abbia alternativa.
Abbi pazienza
seme moribondo!
Muori felice,
libera la vita.
La calda primavera
schiuderà le membra
di fusti e di radici
colmi di frutti
succosi e profumati.
Anche tu uomo
rinchiuso nel sepolcro
di un'esistenza buia,
senza speranza,
lascia attecchire
l'amore ed il silenzio.
Verrà per te una lunga primavera.
Risorgerai splendente e rigoglioso;
alto il tuo fusto, il frutto luminoso.
©
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L'autore
Massimo Imperato
Sono un "ragazzo" di 61 anni nato a Perugia da genitori napoletani, cresciuto vicino Napoli ed oggi residente a Milano. A circa 10 anni ho iniziato ad indagare con crescente curiosità sul significato dell’esistenza. La ricerca e la "coltivazione" della spiritualità mi accompagnano tutti i giorni. Grazie a questo ho
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