Arrivi ora che me ne vado (ciao primavera)
Saverio Chiti
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Ti ho sentito poc'anzi arrivare
quasi di soppiatto, come a non voler farsi vedere
eppure c’è il tuo profumo
qui nell’aria, che parla di te.
Ci sono poi, piccoli e grandi fiori
così colorati, ai rami di ciliegi e peschi
e ci sono poi le viole nei prati
mentre anche il clima si fa più mite.
Ti ho sentita arrivare
accarezzandomi il viso
con il tuo leggero soffio di vita
a tutto ero preparato, ma non alla tua venuta.
In me, ora non c’è spazio per questa tua nuova avventura
non riesco a credere, a immaginare il risveglio della natura
nei cinguettii di piccoli passeri
che dai rami arrivano fin sotto la finestra
e ai prossimi voli di nere rondini, che planando
troveranno rifugio sotti gli antichi tetti.
No non riesco a immaginare, ora il tuo arrivo...
adesso son qui che mi privo di tutto
di carezze disperse nel vento, e gli abbracci mancati
a quell’amore che sa di partire
verso terre lontane, verso quel confine infame
della vita...
Arrivi, ora, proprio ora che vado
verso orizzonti molto lontani
verso pianti di mamma e tenere strette di mani
che nel ciel di primavera, mi allontanano da te...
Tu arrivi, io vado
io chissà se tornerò
tu invece come procace fanciulla
del tepor d’amore, ne sei ora la culla
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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