Luce e voce
Gesuino Curreli
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Quella luce non penetra e mi manca,
ma non lo dico a te che non mi senti,
è cosa che fa limpidi e lucenti
gli albori dopo una nottata bianca.
La luce... e già la sera mi respira
perché divide il fiato del mio umore
così mi abbraccia dentro il suo tepore
quando l'anima, triste, si ritira.
Orfano, appeso al filo di una voce,
vago in balia di un tempo sconosciuto,
sconfortato per quanto si è perduto,
e il domani è già qui, molto precoce.
Voce che sa di vuoto, e di mestizia
pacata come un male già lontano,
che vibra e sa di fado lusitano,
di magica saudade di Galizia.
Vivo sospeso e il tempo non risveglia
con sé gli slanci delle mie passioni,
la luce è fioca e l’animo bisbiglia
preghiere, e implora le benedizioni.
Ora i barbagli fanno dei rossori
che vegliano alla sera gli orizzonti
contorni consumati dei racconti
affascinanti come i vecchi amori.
Manca la luce di un’età ridente,
ed oggi chino il capo a riflessioni
su dubbi mai dissolti, a dimensioni
dell’anima rinchiusa amaramente.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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