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Famiglia 24 marzo 2015 · lettura 1 min · 1328 letture

Bambola sognata

Daniela Dessì 1195 poesie pubblicate
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Adoravo le bambole, lunghe ciocche boccolose ripiegate sul vestito di velluto, porcellana levigata color cera sul viso dalle perfette proporzioni che piccole dita sfioravano con grazia attraverso la vetrina del negozio antico per non sciupar la fantasia di un sogno nella mente di bambina dimentica dell'infanzia spensierata. Trasmigravano pensieri in un'altra dimensione trasfigurata come vera, all'apparenza era il mondo felice che desideravo, perduta tra vasetti di caramelle gommose e un'infinità di giochi sottratti all'età fanciulla. Il sogno è lontano, non si compra per due soldi che il tempo non restituisce più se non con lacrime sporcate di fatica, ora che la bimba è cresciuta, il sorriso di donna è cambiato, porta il segno degli anni ai margini piccoli solchi scavati sulla pelle... guarda ancora dalla vetrina del negozio cadente con occhi disincantati la bambola sognata, ricordando con nostalgia il passato rubato.
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L'autore
Daniela Dessì

Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo

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Commenti (2)

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Ventola raffaele24 marzo 2015

Poesia nostalgica che prende il cuore, scritta bene e con immaggini molto belle e suggestive.

Rosetta Sacchi24 marzo 2015

Quando si cresce tutto cambia, persino il modo di sorridere, ma nessuno ci può impedire di sognare e, magari, di tornare con la mente al passato, a quel mondo fantastico di bambole di porcellana e giochi infantili. Resta il desiderio non avveratosi di quell’ultima bambola, sognata. Ma appartiene al passato.