La Vita
Daniela Pacelli
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Non raccolsi più la penna
dal terriccio sfaldato
che la pioggia di quei giorni bagnò
Tutto rimase lì
in silenzio
avvolto nella polvere del tempo
intoccabile
inguardabile
la dolcezza di quegli attimi
svanì
in un cuore che gelò
nell’inverno che non vide più il sole
e me ne accorsi solo dopo
questo vento madido d’acqua
ha denudato il cielo di ieri
mostrandolo allo specchio
frastagliato tra contorni e nuance ormai sgualcite
come foglie addensate confuse e scoperchiate
a ricoprir vecchie carcasse
dove incontro costipati pensieri
lontani
arruffati come rami folti di primavera
scapigliati dalla tramontana
siamo spugne
bramose di sole
ad asciugar le lacrime
in attesa che il tempo attenui i dissapori
e l’irrazionale che per magia
si veste di realtà
ma intanto passa la vita
e gli attimi fuggenti
dissipano ad ogni battito
ma questo diario
scritto con l’inchiostro dell’essere
ci regala il sogno d’essere vivi
e ogni giorno
è una partita vinta
firmata coi colori
di un entusiasmo che non lascio fuggire
©
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Daniela Pacelli
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