Il buio contro l'ego
La notte apre voragini incolmabili
diabolicamente roteanti
a guisa di mulinelli infuocati
risucchiano innumerevoli sogni ineffabili
La natura umana, di cui sono impregnato
non oppone alcuna resistenza
alla turbine di oscurità
che fagocita i colori della mia essenza
Le tenaglie strette alla gola
della mia amara solitudine
strappano via l'ugola ardente
ormai fioca, stanca, sola
le vestigia del mio presente
tortuose e indefinite
hanno il lembo contornato
di catrame e dinamite
Troverò quello spiraglio
quell'anfratto di salvezza?
Poveretto mi sussurrano
le civette che mi fissano
se sei arguto n'è difficile
capire che co' gli uomini
non si sposa
la felicità
preferisce restar nubile
Eccomi, li per li sembravo persuaso
dalle loro caustiche parole
acchiappo lei, quella più opima
e le strappo via le piume
La fisso minacciandola
da bravaccio insolente
"se non vuoi perder la prole"
sappi che della mia vita
sarò regista e primo attore.
Se dici che non c'è speranza
che non esiste bagliore
Umano
io ti ignoro, ti disprezzo
ti avvinghio forte nella mano
fino a farti soffocare
fino a che non perirai
fintantoché
dalle tue budella luce non concederai
E' così vedrò l'anfratto
rincuorante in questo cielo
sconfiggendo le paure
volerò
più d'una piuma
diverrò ancor più leggero!
©
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