Come pianta
Alboraletti Enrica
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Non smuove le radici questo vento
fischia gelido vorace famelico di orde di lembi dismessi
di pensieri tritati di forti speranze
Libera chioma svolazza
cappelli persi rincorsi
fogli smarriti stracciati
Pulsa
fermenta il tempo dell'attesa
quando suonerà il viandante cieco che il viso non conosce
Sará gioia o dolore
sarà ancora vento pioggia sole
sarà tempesta follia
Sarà di fiori viva la pianta mia
©
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
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