Cliché poesia criminale
Sete insaziabile sacramento
Attraverso le mie mani do me stesso
Oceano della vita
Giogo femmina feconda
Mangio cibi organici
Bevo birra, bevo vodka e tonica, con limetta
Tutto inutile
Infilarmi le scarpe la mattina è già una vittoria
Non annuso ascelle né indosso biancheria da donna
Sono un uomo tranquillo
Parlo ai fiori di carta dagli innumerevoli petali e ai passeri rossi
Metto il mio cervello in un separè
Sembrate esseri umani
Niente sesso coi terrestri
Odoro di menta e di kerosene
Una rivista di parole crociate?
Un album di fumetti?
Non ho una televisione
Lingua a metà strada verso il mio esofago
Non ho il senso dell’orientamento
Ho sempre questi incubi bucolici in cui mi perdo
Forse appartengo ad un altro pianeta
Faccio 3 o 4 bagni bollenti al giorno
Non ho bisogno di queste non- scopate
Le scarpe di una donna sotto il letto
Le lunghe notti passate a bere e a fumare, a parlare
Le liti
Il pensiero del suicidio
Le battute, le risate senza senso
Le sue pillole
Le sue scopate clandestine
Il suo bere
Il suo ballare
Il suo flirtare
I suoi amici noiosi e tossicomani
Gli ippodromi
I picnic al parco
Sentirla russare
Madri, figlie, figli, gatti, cani,
A volte la morte e a volte il divorzio
Parlare dei propri amori finiti alle 3 di notte
Una forcina dimenticata sul tavolo da toilette
I nastri per capelli
Star chiusi insieme in una macchina parcheggiata
Sentire la magia nell’aria
Per sentirsi reale
Per sentirsi sentimentale
Stavo perdendo la partita a scacchi con Dio
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
A
Angeloantico19 luglio 2007
... particolarissima questa tua poesia, non nei soliti schemi, sicuramente originale nella maniera di esprimerti, lascia il lettore in una nube di pensieri e riflessioni. Leggerti è stato un vero piacere
Marco Canonico Baca817519 luglio 2007
Quante parole per descrivere la depressione e il mal di vivere! Sinceramente la forma non mi piace, la trovo inesistente, ma il contenuto lo apprezzo davvero molto, la tua ”poesia” sarà specchio d'anima per molti. personaggio!
Carolina Villani Bidibambina19 luglio 2007
... l'ho sentita mia, ha graffiato eterne profonde ferite, il ciclo vizioso dell' infinita via... illusione, delusione, ricerca, illusione... dolore... tutto questo ha un senso? ... forse la soluzione del gioco sta nel gioco stesso, forse la sfida si risolverà quando non sarà più terrena...

