Luci e riverberi bruni
Francesco Falconetti
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Aggrappato ai miei alambicchi, così fragile è il cristallo che li compone.
E mescolo, tra lune e sempre più rare eclissi, strane ceneri e (grigie) polveri
raccolte sotto al tacco consunto dei miei mocassini color canapè
lindi di acronimi intenti, carichi di malinconie da decubito,
rinchiuse, dall’alba a mezzanotte, tra giravolte di lenzuola linde
e tavole imbandite in imperfetta tenuta
Quel suo bacio alla francese,
mi stranisce il sapore, rimanda ai giardini di Marte quel giovedì,
quando l’autunno era ancora caldo al tatto
e ci suggeva l’anima che rimbalzava innamorata al riverbero bruno dei suoi occhi.
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
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