Le nostre povertà
Rosarita De Martino
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Rinchiusi
nella nuova torre di Babele,
costruita con colpevole
accanimento,
ci ritroviamo
ad essere monadi isolate,
numeri in successione
stabilita.
Siamo logorati dall'abitudine,
disincantati dall'esperienza,
spenti dall'apatia
e così, trincerati
nelle nostre carceri interiori,
affannati a difendere
i nostri inutili possessi,
siamo rimasti privi
del pane della solidarietà.
Ci manca il pane della gioia,
ci manca il pane del perdono,
abbiamo svenduta
la nostra libertà
agli idoli del potere,
del denaro, della lussuria,
ma dal fondo
della nostra coscienza
emerge un sussurro
che avanza e diventa
voce,
implorazione,
preghiera,
riscatto,
grido dell'anima.
Signore, ti imploriamo,
apri Tu i nostri sepolcri interiori
e facci risalire
dalla fossa dell'indifferenza,
dalla fossa dell'incomunicabilità.
Indirizza Tu, o Dio,
i nostri incerti passi
sui sentieri della speranza.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rosarita De Martino
Ho vissuto la mia prima giovinezza (dal 1948 al 1960) nel paesello di Canolo (RC) in un clima culturale ricco di fermenti religiosi e politici ispirati ai racconti di Guareschi. Mi sono diplomata nell’Istituto Magistrale di Locri (RC) nel 1960. Ritornata a Catania, città natale dei miei genitori nel 1962, ho iniziato
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