"Hagal (la settima runa)"
Stefano Drakul Canepa
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La settima runa
aveva inciso il gelo nella pelle
ed aveva atteso il vento
di una notte nera, senza stelle
La tempesta di silenzio
di una stanza buia
ed il pentito giuramento
del sangue versato nel tramonto
La goccia amara,
rugiada antica caduta da una foglia
fra le labbra appena chiuse
per non tremare il male delle sere
Grandine e bufera
sul sentiero di una terra morta
e se ritroverò la pace
la mia alba sarà una notte eterna
La prossima pena
sarà di fuoco e fiamme.
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Stefano Drakul Canepa
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