Nella gonna colma di fiori
Claudia Sogno
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Di quale colore,
quale sorpresa nell'uovo
tra le dita nascoste
in cielo mantieni?
Nella gonna colma di fiori
trascorrerò la pasqua, con tutti
gli alberi, al bosco vecchio,
portando i libri dei poeti preferiti
e un foglio di carta per ascoltarti
-riconoscere è un Dio, sembri dire,
una splendida ruga nella terra profonda
è un tempo di prova
una ferita curata con olio,
fasciata
fino al passaggio-
ti dono i miei limiti, nuda,
il labirinto divenga quel mandala
dove mi incarno affondando
nella danza dolorosa delle spine
ti apro ti spalanco le mie anche
fino a raggiungere il principio
drammatico e selvaggio.
Sei tu me, l'ebreo,
che attendi di essere Sposato,
a me la testa. Spuntava il sole allora
per mettere al mondo il Messia
per incontrarmi coperta di piaghe
risorta...
mangerò ancora in piedi
con il bastone tra le mani
e come doni luminosi
raccolti alla giunzione
dai miei reni usciranno dei re
come una naturale primavera
c'è una macchia luminosa nel vestito
distesa sul fondo
di un sogno
lunghissima,
ha la forma di un orecchio
e tutto buio intorno...
una voce sottile e silenziosa
partecipa dell'acqua
e del sangue- la sua gola
la sua bocca lo dicono-
mentre splende in tutta la sua forza
e muore
per esalare il suo profumo
nella gonna colma di fiori...
mi posi lieve, servo e signore,
candide gemme in una goccia
di carne e di sangue
tra le scapole, ancora,
come un placido nido
oscilla il lume e qualcosa
è già accaduto e tutto resta
come deve essere,
persino il dolore muore
se brilla tra le lacrime un sorriso,
tra le dita nascoste nel cielo,
la tua luce terrestre di passaggio.
©
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Claudia Sogno
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