Un pentagramma di germogli
Nicolina Macari
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Mi immergo in quello
che continuo a chiamare amore
come un pellegrinaggio di stagioni
quando il chiarore dell'aria cade
sulla nudità d'anima
con la sua luce - tutta-
verso un pentagramma di germogli
in un abito di rami.
Ah che certezza traboccante d'emozione!
Un vento di gola
che s'allunga sul cuore
è la disponibilità per ricevere
la sua traccia che non finisce mai
e il desiderio descrive il suo cerchio:
chiudo gli occhi odo -un istante infinito -
Una dichiarazione gentile
un flauto d'alba
poi nasco sul cielo delle foglie
è l'ora dei cortei tra i fiori
pronti ad ogni favella
è il nome della Primavera
e la penna dall'andatura bambina
guardate gli arbusti - se volete -
Non apro bocca
gioco con la carezza
già giovane del fresco vestito
bianca come un turgido seno
ha l'iride come una gemma dorata
e in un giorno da divampare
sino alla notte porterò la mia sete
con un impeto - ancora -
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