"Un tempo"
Stefano Drakul Canepa
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Un tempo avevo degli amici
che tremavano per me
e nelle sere senza vento
respiravano una notte in nero
Prendevano le lune
e ne facevano coriandoli d'argento
per i mattini improvvisi
senza il sole per piangere le albe
Una volta non era difficile
passare il giorno a consolare
e trovare nuove parole per morire
o per rinascere una stagione
Poi è finito tutto
i riflessi sono diventati uguali
a se stessi e lungo la strada
c'è solo il silenzio delle sere
Solo il vuoto delle nuvole
Senza la pioggia a lavare il cielo.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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rita iacobone12 aprile 2015
In questo lavoro percepisco l'intensa emozione di un autore che con abilità sa trattare della morte nella sua pura essenza. Quella che assorbe improvvisamente l'esuberanza giovanile nel tempo di maggior entusiasmo di quell'età che non si risparmia al pericolo, lasciando così solo un silenzio ripetuto nel buio di sere che non riescono ad aspettare i bagliori delle stelle.

