Vecchi A Primavera
Dove non arrivano i berretti
mani a prolungare l'ombra
e le ciglia a balaustre rotte
s'oppongono alla luce
Ogni tanto scoperchiano pelate
e grattano pensieri pigri,
desti dal torpore
dondolano l'amaca dei ricordi
Puntano col bastone il sole
dubbiosi a inchiodarlo al cielo
o a impaurirlo a vederlo correre
poi lo bannano con gli occhiali
Seguono il volo delle rondini
e con le traiettorie
disegnano terre perse
nella guerra dei sogni
Coi piedi pettinano l'erba
contano ciuffi anni alle spalle
e coi fili quelli che possono andare avanti
col calco firmano l'armistizio col dubbio
Passano donne
crac di schiene raddrizzate
col gozzo le affogano nel vino
fradice le sputano sul selciato
le coprono con pelle di parole
Maledicono i rumori
frustano i discorsi
appesi alla memoria
cadono nel ricominciare
e una bestemmia tenta
di accenderli con umide parole
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