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Riflessioni 13 aprile 2015 · lettura 2 min · 1567 letture

Non chiamarmi

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Lascia che ascolti il canto della luna o il grido della timida civetta nascosta nella crepa dove svetta la prima stella quando l’ aria imbruna. Non chiamarmi nell’ ora della notte, non togliermi agli umori dei bisbigli che frusciano in arcani nascondigli d’ incomprese espressioni dolci e rotte. Canti fuggiti al sole e ai suoi bagliori e riparati al lume delle stelle dentro l’oscurità di un dio ribelle che volle dentro sé i perduti amori. Non chiamarmi se canta il barbagianni, voglio capire il suo singhiozzo roco, né se piange l’assiolo dentro il fuoco delle notti d’estate, ché m’ inganni, e perderei il mistero con cui gioco. Dopo i sibili e gli strepiti del vento, i versi lunghi e brevi sparsi a tratti dentro la vastità che accoglie i ratti la voce tua parrebbe uno sgomento. Non prima che abbia fine l’argomento, il sereno richiamo a note chiare delle voci che sanno anche parlare alle stelle che stanno in firmamento. Non chiamarmi, regalami il silenzio che offri con devota discrezione quando intuisci ed hai la percezione dell’amore che sento e non pronunzio.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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