Naufrago senza un dove...
Si innalzano
i tuoi passi morituri
e tremano le mie mani sorde,
la notte rovina oppressa
sui miei screpolati
sorsi d'amore,
ti allontani disperdendo
in aride spirali
la mia bocca sommersa...
Si sfaldano
i palpiti scoscesi
della pelle sfiorita
e
socchiudi sovrano
i miei occhi senza riflesso,
trascini altrove
affannati ventagli
di parole sfogliate...
Che me diventi altro...
©
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L'autore
Silvietta
Scrivere... scrivere... scrivere della mia vita, del mio flusso di emozioni, di sguardi e orizzonti..
Commenti (3)
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Carolina Villani Bidibambina22 luglio 2007
ho colto e condiviso tutta la struggente tristezza, che hai così mirabilmente trasmesso in questi versi... che la speranza rimanga l' approdo! ... Vera Poesia!
Giovanni Monopoli22 luglio 2007
un amore sofferto che malinconicamente si allontana... versi pieni di rabbiosa convinzione
M
Marina Como22 luglio 2007
una stupenda chiusa, in linguaggio imperativo, che offre la consapevolezza di dover guardare altrove e dona speranza. come l'autrice è usa, una poesia che travolge ed incanta per la sua originalità.

