Alterazioni
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Piena di voci afone
recito il noi e “vorrei che tu”
Apro a fessura la bocca
reclino il capo sui dieci gradi:
lo sguardo riconduce a brillanti lune
nello specchio, moltiplicato
a soglie di secondi
Crescente, gonfio, calante in amorfismi
evacuato di fondo
E inatteso s’impunta, sporgendosi
al parapetto delle conclusioni
Grigia pietra di lava
in fase di raffreddamento
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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nemesiel22 aprile 2015
L'incipit, che pure reca in sè un desiderio e in fondo una speranza, ha in quelle " voci afone" preludio ed epilogo... che i due versi finali stigmatizzano senza mezzi termini

