181 lettori online · 355.850 poesie · 7.580 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Impressioni
Impressioni 26 aprile 2015 · lettura 5 min · 952 letture

La Ballata lirica d'un Augello notturno

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
+ Segui
Notturna nenia alla Luna gemea, e a un ramo che la Notte ottenebrava cupo cantando un fringuello ‘l tergea di mestizia perenne, e s’inquietava. Cantico forse ne fu di dolore, e a’ nembi oscuri si estollea, e l’affranto rostro lagnava fors’anche d’Amore, febbrilmente sen stava in freddo pianto; e ‘l vento sibilava all’orno accanto - quale fosse un singulto mal represso - e sempre tetro l’augelletto istesso a un incognito Fato or s’inquietava. Ei spasimando e dolendo gemea, e alla tènebra in ciel s’ottenebrava, e misero le lagne ne tergea, l’onda del piagner che ‘l cardo inquietava. Così anche la Natura s’inquietava, e ‘l bosco e ‘l calle intorno si gemea, Notte alle Furie che più ottenebrava nel cielo ‘l nembo che ‘l pianto tergea. Infatti ne pativa quest’affranto augèl solingo in un vespro d’Amore, e cinguettando ne librava ‘l pianto, folle venir d’un tremendo dolore; e in tra l’ale e le piume ei n’avea ‘l core ch’era strazio feroce e duolo istesso, e che giacque spasimante e represso, ‘ve ‘l cantico sublime ne tergea. Allora l’arboscello s’inquietava, e al cigolar del legno si gemea. Nel frattempo la Luna ottenebrava( si) e in nugoli e in rugiade si tergea. Pioggia notturna le selve tergea, e di quest’acque ‘l fior s’ottenebrava che v’era a’ piè di quei che s’inquietava l’augelletto che al tiglio si gemea. Il rostro ardiva a cantare represso, e s’infrangea nel petto l’ansio core, e quivi s’infuriava un sogno istesso, incubo arcano d’un perduto Amore; e la sua legge ne fuvvi ‘l dolore, le bave e le lagnanze e ‘l tristo pianto, e ‘l lamento precoce, e ‘l guardo affranto. Povero augello, costui si gemea! La Morte, forse, fatale ‘l tergea d’un sepolcro ansioso, e ottenebrava ogni riflesso di Luna; e inquietava la nenia ‘l Fato che bruto gemea. Ma quest’augèl che in duolo or s’inquietava non fu purtroppo un cigno che gemea, e vanamente una Norna ‘l tergea nella Notte che più s’ottenebrava. Anzi la tomba, ‘l suo sepolcro istesso - come un incorrisposto e tenue Amore - l’augèl respinse che urlava represso, non volle far finir questo dolore. Allor perennemente ‘l truce core del fringuello patìa soffrente e affranto, eternamente si dormiva in pianto, e la requie d’aprìl n’ottenebrava. Se fosse ei stato un cigno che inquietava l’orbo rostro nel canto e si gemea a un mar, morto sarìa. Ma si tergea di doglia infame e non s’ottenebrava. Lungo la Notte ‘l ciel s’ottenebrava, e la pioggia e la terra e un rio tergea, e ‘l fringuello per sempre si gemea, e ‘l cantico che svelse or s’inquietava. Perduto ei n’era in un lampo del core, e ne scorreva un sempiterno pianto, e abbandonato piagneva d’Amore, un sogno che decadde ombroso; e accanto al ramo ‘l balenò un sospiro affranto che ‘l cinguettar espanse, ‘l strazio istesso, e ‘l cinguettio or tintinnando represso più tetro e oscuro ormai s’inquietava. Canto di duolo che n’ottenebrava la spene estrema che indarno tergea( si), or tempestosamente si gemea, e la pioggia medesma s’inquietava. Un trillo acquitrinoso s’inquietava, e ‘l piover delle nubi si gemea. In un’onda piovana ottenebrava il miser tiglio che l’augèl tergea. Erano i rivi d’un flebile Amore, e scorrevano al fringuello d’accanto, e a costui ne ispiravano ‘l dolore, volto di Luna in tra’ un nugolo affranto. L’eternità crudel del torvo pianto nel frattempo riddeva, e a quel represso che si cantava or svelò ‘l Fato istesso, dolor perenne che ‘l Tempo tergea. Più folle e più fatale or s’inquietava il cantico soffrente che gemea. Per stanchezza nell’alba ottenebrava l’arcana possa che in sé ne tergea. Ma l’augèl che gemea in morboso Amore d’accanto al Sole che l’alba tergea in pianto visse ancora, e affranto in core, e represso dal Fato e in gran dolore; e mai s’ottenebrava ‘l canto istesso, anzi, perenne nel bosco inquietava. E quest’è la ballata che i’ tergea di cotesto cantor che si gemea!
♥ 0 💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

Tutte le opere →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!