Le margherite gialle
Gesuino Curreli
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E ricorda le margherite gialle
in coda ai solchi e lungo le bordure
dei tratturi, fra i rovi e le radure
della campagna, fino al fondo valle.
La vecchia sta seduta e rattrappita
sulla sedia, vicino alla finestra,
le margherite come la ginestra
affacciata sul greto del torrente.
Dice dei giorni fissi nella mente,
e parla assorta dell'età smarrita
con espressione lucida e rapita,
sulla finestra aperta al dì corrente.
Le coglieva, finita la giornata,
per infilarle, strette, nel boccale
davanti all'uscio, appena ritornata,
oltre l’alta legnaia, sulle scale.
La luce d’oro nei petali e il calore
della semplicità fatta a eleganza
sullo scalino rotto e poi la stanza,
al cui ricordo la mia vecchia muore
dentro la storia che la vide, e strazia
quello che non c'é più. Non si rassegna
al lustro della scala ed all'insegna
del numero e la via fatta con grazia.
Le margherite ricorda, e la ginestra,
la scala malridotta sul selciato,
la porta sempre aperta e il vicinato
contento per un piatto di minestra.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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