La tela compiuta
Veronica F
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ricorderò
i ritardi sul mio cammino,
gli umori volubili di un cuore vagabondo
più veloce di me
confusa da parole uguali e contrarie,
le brusche frenate sul ciglio di un baratro
non era il mare non era il cielo,
il loro silenzio
un suono stridente sulla pelle,
non c’eri
seppure un flebile eco rinnegava la follia
eri appena passato di lì,
il tempo di urlare il mio nome
giuro lo avevo sentito davvero,
il tempo di tendermi la mano
e nasconderla dietro la schiena
per un attimo, lo giuro,
la mia aveva preso calore,
immagini di noi
sugli specchi rotti del presente,
una pellicola sgranata che singhiozza un vecchio film,
il cigolio del proiettore che gira a vuoto
l’angoscia di non sapere mai come va a finire...
resti sparsi di me,
frammenti di te
in mille occhi di ragno,
fasci di luce sinistra puntati su una tela annosa
ultimata dalla tua follia
ecco dov’eri...
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