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Riflessioni 29 aprile 2015 · lettura 1 min · 2810 letture

Accidia

carla composto 850 poesie pubblicate
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Cadere in discese ripide di noia, torpore, bearsi di tale stato, nobilitarlo in tristezza, malinconia, a volte quasi una lunga agonia del tempo che passa e vola via. Peccato capitale, per chi non vive, non elargisce né bene né male, sguardo tra nembi grigi fissi in un punto lontano, vestale di beni effimeri, fugaci in un mondo inesistente, immaginario. Salire crinali di castelli di sabbia sciolti al sole, in echi lontani, sempre eguali, nei quali la noia regna sovrana, cercare in nidificata mente, dove obliato riposa passato e presente.
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accidia, un peccato capitale di coloro che, dedicandosi alla vita contemplativa finivano per cadere nell'inerzia non operando il male ma neppure il bene, paragonata all'ignavia, condannata da Dante... Grazie immag web

L'autore
carla composto

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su

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Commenti (11)

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Francesco Rossi29 aprile 2015

L'attenzione cade su quella parte di indifferenza sia nei confronti del male che del bene portando le persone a esprimere la loro cattiveria.

Anna Di Principe29 aprile 2015

Nell'accidia ci si rifugia per svincolarsi dall 'operare e giustamente, come recita la nota, è paragonata all'ignavia. E' come vivere nel limbo senza alcuna consapevolezza del senso della vita... Pregevole scelta lessicale, dal momento che non è facile versificare sul tema riguardante l'accidia. Ottimo il testo e la stesura... ho molto apprezzato.

zani carlo29 aprile 2015

Questo è forse il peccato più grave... che spesso f sfiora il cuore anche dei più volenterosi. ...che si nascondono nella piena che trascina a valle senza più combattere la corrente... Brava l'Autrice... a ricordarcelo. ...Bella la poesia scritta con il cuore.

Rosetta Sacchi29 aprile 2015

Versi che ben descrivono il vizio dell’accidia. Dice l’autrice, può mascherarsi sotto la forma della tristezza, ma è un inganno perché trattasi di inattività, di attesa senza far niente, nel bene o nel male, con lo sguardo puntato nel vuoto. E’ un vizio, anzi un male molto frequente nell’odierna società dove si resta inoperosi ad attendere la manna dal cielo. Brava l’autrice nel richiamare l’attenzione del lettore su un vizio così attuale.

Rosita Bottigliero29 aprile 2015

Sentirsi un qualcosa che non è definito resta un triste evento dell'essere. Sono versi molto incisivi. Ottima la forma

Grazia Denaro29 aprile 2015

L'accidia è un lasciarsi andare passivamente senza agire, non fare nulla rimanere in forma contemplativa non prendendo nessuna posizione e disinteressarsi di tutto. è un peccato capitale e forse è qualche forma di patologia che porta a questo. L'ha ben spiegato la poetessa facendone un'analisi capillare. Lirica molto apprezzata.

Ventola raffaele29 aprile 2015

Chiamarsi fuori, restare indifferenti in qualsiasi situazione si presenti rimanendo inattivi. Un vizio capitale tra i più brutti. Tanto bella, complimenti.

Sara Acireale29 aprile 2015

L'accidia è un peccato capitale perché non basta non fare il male ma bisogna adoperarsi per fare il bene. Per compiere il bene bisogna essere attivi e solerti, ricercare tutte le occasioni per compiere delle belle opere. Pubblicazione apprezzata per forma e contenuto.

Anna6229 aprile 2015

Puntuale il delineare un profilo umano. La persona accidiosa guarda la vita passare, c'è chi la contempla con spiccato senso estetico e particolare sensibilità e chi semplicemente la lascia scorrere, facendo scivolare addosso passato presente, vivendo in una sorta di limbo, vivendo in uno stato di anaffettività e non agendo né per il proprio bene, nè, tantomeno, per il bene degli altri. Sono persone che non compiono il male semplicente perché non scelgono, non agiscono. La religione contempla l'accidia fra i sette peccati capitali e capisco perchè: talmente è paralizzante il non agire per inerzia che contravviene alle leggi di vita. Davvero una stesura che coglie gli aspetti salienti di questo venir meno al proprio destino. Illuminante!

Pagu30 aprile 2015

Ottima rappresentazione da parte della poetessa... con versi precisi e molto espressivi ci descrive uno stato, un modo d'essere e l'idea è resa alla grande con uno spessore psicologico assai notevole. Stile e contenuto si sposano alla perfezione. Uno scritto che ammiro molto. Complimenti.

piera tola30 aprile 2015

Ottima riflessione, dai risvolti particolari condannabile di peccato l'accidia... ma gli aspetti che la generano sono molti. Bisogna saperli riconoscere nell'indifferenza per se stessi e per gli altri l'equilibrio della propria vita può saltare, il non rispetto per se stessi può portare anche alla morte dell'anima. Bellissima lirica.