Accidia

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su
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L'attenzione cade su quella parte di indifferenza sia nei confronti del male che del bene portando le persone a esprimere la loro cattiveria.
Nell'accidia ci si rifugia per svincolarsi dall 'operare e giustamente, come recita la nota, è paragonata all'ignavia. E' come vivere nel limbo senza alcuna consapevolezza del senso della vita... Pregevole scelta lessicale, dal momento che non è facile versificare sul tema riguardante l'accidia. Ottimo il testo e la stesura... ho molto apprezzato.
Questo è forse il peccato più grave... che spesso f sfiora il cuore anche dei più volenterosi. ...che si nascondono nella piena che trascina a valle senza più combattere la corrente... Brava l'Autrice... a ricordarcelo. ...Bella la poesia scritta con il cuore.
Versi che ben descrivono il vizio dell’accidia. Dice l’autrice, può mascherarsi sotto la forma della tristezza, ma è un inganno perché trattasi di inattività, di attesa senza far niente, nel bene o nel male, con lo sguardo puntato nel vuoto. E’ un vizio, anzi un male molto frequente nell’odierna società dove si resta inoperosi ad attendere la manna dal cielo. Brava l’autrice nel richiamare l’attenzione del lettore su un vizio così attuale.
Sentirsi un qualcosa che non è definito resta un triste evento dell'essere. Sono versi molto incisivi. Ottima la forma
L'accidia è un lasciarsi andare passivamente senza agire, non fare nulla rimanere in forma contemplativa non prendendo nessuna posizione e disinteressarsi di tutto. è un peccato capitale e forse è qualche forma di patologia che porta a questo. L'ha ben spiegato la poetessa facendone un'analisi capillare. Lirica molto apprezzata.
Chiamarsi fuori, restare indifferenti in qualsiasi situazione si presenti rimanendo inattivi. Un vizio capitale tra i più brutti. Tanto bella, complimenti.
L'accidia è un peccato capitale perché non basta non fare il male ma bisogna adoperarsi per fare il bene. Per compiere il bene bisogna essere attivi e solerti, ricercare tutte le occasioni per compiere delle belle opere. Pubblicazione apprezzata per forma e contenuto.
Puntuale il delineare un profilo umano. La persona accidiosa guarda la vita passare, c'è chi la contempla con spiccato senso estetico e particolare sensibilità e chi semplicemente la lascia scorrere, facendo scivolare addosso passato presente, vivendo in una sorta di limbo, vivendo in uno stato di anaffettività e non agendo né per il proprio bene, nè, tantomeno, per il bene degli altri. Sono persone che non compiono il male semplicente perché non scelgono, non agiscono. La religione contempla l'accidia fra i sette peccati capitali e capisco perchè: talmente è paralizzante il non agire per inerzia che contravviene alle leggi di vita. Davvero una stesura che coglie gli aspetti salienti di questo venir meno al proprio destino. Illuminante!
Ottima rappresentazione da parte della poetessa... con versi precisi e molto espressivi ci descrive uno stato, un modo d'essere e l'idea è resa alla grande con uno spessore psicologico assai notevole. Stile e contenuto si sposano alla perfezione. Uno scritto che ammiro molto. Complimenti.
Ottima riflessione, dai risvolti particolari condannabile di peccato l'accidia... ma gli aspetti che la generano sono molti. Bisogna saperli riconoscere nell'indifferenza per se stessi e per gli altri l'equilibrio della propria vita può saltare, il non rispetto per se stessi può portare anche alla morte dell'anima. Bellissima lirica.











