Le speranze
Oltre le fate Morgana, al di là di sottili fili,
ci son strati foschi, ci son cieli senza stelle,
là ci son notti di freddo, di fame e la luna piange perle salate,
là dove ci sono vie insicure ed oscuri tramonti,
s'accendono, come lucciole, speranze di povere genti.
Galleggiano come legni marci sulle onde increspate,
viscide mani li hanno gettati nel blu,
fluttuano leggeri senza più pensieri e dolori,
affondano le speranze ed i sogni accarezzando la sabbia lavata.
Il pianto dei bimbi senza madri né padri vola in aria
si spande poi si perde nel cielo di un estate caliginosa,
imberbi orfani senza radici, piantine strappate ad una terra bruciata,
In balìa dell'ignoto piangono dentro paure.
Qui approdate! In queste sponde amiche,
le chiare piante dei piedi nudi, poggiate,
in un suolo fermo e sicuro, qui riponete la gioia,
il colmo delle speranze di vita.
Qui uomini di buona volontà nelle grazie di Dio,
di quel Dio che brucia le terre in giorni bollenti,
di quel Dio che fredda le notti gelando la fame,
di quel Dio che accoglie le anime di chi si è perso nel fondo del mare.
Qui! Ora! Rinchiusi, sfruttati e umiliati,
Qui! Ora! Con i sogni oscurati e le ali tarpate,
Qui! Ora! Con le mani protese verso un tozzo di pane
state in attesa, fermi sotto un sole pallido e cieco,
muti con gli occhi verso il nulla senza pretese...
...Uno su tanti forse troverà dignità...
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Commenti (2)
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chrysalis1 maggio 2015
Straziante questa poesia... un uomo forse troverà dignità... mentre tutti ne avrebbero diritto.
Francesco Rossi1 maggio 2015
In scrittura creativa il poeta sciorina poesia e si cala nel sociale con un senso di profonda e sentita ribellione.

