Il giorno che
Rosaria Catania
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Riscalda le ali mio dolce gabbiano,
non soffiare il tuo alito freddo.
Le membra stanche,
allontanano la fiamma,
del giorno che nasce
dall’aurora con l’abito bianco.
Sbocciò la rugiada fresca,
sulle gote di ragazza innamorata
volando sui sogni di prìncipi,
castelli e scarpette di cristallo.
Sgomitola la grande matassa
che si accorcia sempre più
lentamente, su primavere in primavere.
Brucia oramai la legna secca,
al profumo del sale di mare,
incenerisce e va,
lontano, su pensieri di ieri
ancor freschi e non assopiti.
Amori, delusioni
rimpianti, nostalgie
son tutti ben sigillati
in un anello di pietra grezza
incastonati con cura da anni di ricordi.
Da quella bambina,
che sognava di volare, con le rondini a primavera
Il giorno che...
si spezzò le ali e precipitò dal sogno
a te mamma.
©
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L'autore
Rosaria Catania
Commenti (2)
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Umberto De Vita5 maggio 2015
Mi è molto piaciuta questa poesia del sogno di una bambina. Versi eleganti e interessanti.
Grazia Denaro5 maggio 2015
Notevole ed intensa poesia che l'autrice con tutto il suo amore ha voluto dedicare alla sua mamma cominciando dagli albori della sua vita. Lirica apprezzata!


