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Ribellione 7 maggio 2015 · lettura 2 min · 3416 letture

Potevamo essere Dei

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Ero un Dio agnostico di anarchiche utopie e non avevo Dei Giorni da vivere su un confine sottile, i miei sensi camminavano a piedi in bilico tra i vicoli della città e Gertrude, unica amica sempre in pugno, sotto un giaccone ci amavamo, ma l’amore non esiste, la guerra sì. Leggevo della libertà di Friedrich e l'avere o l’essere di Erik riflessi in una mente di razionale materialismo. Studiavo l’illuminismo e imparavo dal Leopardi fantasticando del Paradiso il 34° canto dove un demone mi attendeva. Dopo anni eri ancora là in un angolo a seguirmi dimenticata lungo una vita. Rimossa memoria, avevo sperato errata la tua anima e anche la mia. Torni oggi e scopro che tutto era giusto, oggi che tutto viene confermato. La realtà è una guerra ai bordi dell’universo sotto gli occhi di un Dio che non gioca a dadi mentre cammino sul confine della realtà prediligo i deserti del vero e spesso cado nell’universo dell’illusorio. Ma ora basta! Adesso ho un Dio ignoto di utopica fede che mi sfida a scacchi. Gli concedo bianchi pezzi con la prima mossa e vincerò senza muover regina in un folle scacco morirà il Suo re su bianca casa assediato da torri nere ed un alfiere che giunge da lontano lungo strade nere d’obliqua direzione ed è nero. Tutto è una scacchiera di soli bianchi e neri e non v’è altro oltre i bordi della vittoria. Solo Io, ormai un Dio Utopico senza Universo
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A volte si ritrovano oggetti appartenenti al passato, ma che possono tornare sempre attuali.

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Azar Rudif
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Commenti (3)

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Pagu7 maggio 2015

Una visione del mondo e del momento di forte impatto. L'autore conquista con la sua fervida fantasia e ci trasporta in universi particolari, suggestivi e personali. C'è tutto in questo lavoro... passato, presente e futuro... la corsa oltre i confini, un volo nel reale e irreale. Ottimo.

Anna Di Principe7 maggio 2015

Un testo ricco di ispirazione interiore e di grande afflato comunicativo. Il lirismo del poeta si rapporta con il passato e lo esalta ... e scivola nel presente con versi potenti: "Ma ora basta! ..." e con un disincanto che investe l'essere nella totalità. Tra l'altro, il bilancio della vita si muove in una partita doppia in cui il dare e l'avere si elidono per sommarsi, si fronteggiano per meglio illuminarsi... L'autore si cimenta in una poesia ardimentosa ricca di modulazioni e ritmi ...Il mio elogio per la vigoria lessicale e la forza interiore, che caratterizza il suo poetare.

Eolo9 maggio 2015

Il tentare di dare significato all'amore Io profondo, in un movimento Onirico balenare tra concetto di Dio è Uomo. Magnifica stesura complimenti.