"Fra la notte e le albe nuove"
Stefano Drakul Canepa
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Lascio che il cuore
diventi un acquario di vetro
per contenere tutto il mare
e il buio del mio cielo
Restituisco la nostalgia
di qualche gioia mai provata
che gli anni nascondono
sotto una nuvola di pioggia
Non voglio nulla
non una parola per le lune tristi
né per quelle solitudini
che travolgono ogni cosa
Il respiro
che in un attimo diventa affanno
e batte deliri d'ombra
fra la sera e i suoi silenzi
Fra la notte e le albe nuove.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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massimo turbi11 maggio 2015
una lirica dettata dalla lucidità di ritrovarsi a discorrere con il propria anima come se fosse specchiata tra cielo e mare, ben descritta e dettagliata nel far capire al lettore il dramma di far i conti con se stessi relazionandosi con il divenire colmo di speranza, ,,,, suggestiva

