Il mio faro
Rosaria Catania
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Un dì persi un ricordo,
una linfa rimasta incisa in me,
profondo solco scavato dall'anima,
memorie odori rumori.
Percezioni di un passato sconosciuto,
non vi fu separazione del ricordo,
si trasformò in un bel sogno.
Triste realtà di ritrovarlo,
su una macchina del tempo salì,
mi ritrovai indietro
in quelle acque blu color corallo
ed il mio faro acceso.
Una luce magica
riflessa nei miei occhi
in tutta la sua grandezza,
ti guarda dall'alto facendoti l'occhiolino.
E tu piccola follia,
rimani incantata a guardare.
Son giorni di vita,
tracce indelebili
fra anatre oche e galline
di una estate di giochi.
Polveri di un testimone,
fermo ad aspettare.
Baciare il perduto,
non toccarlo,
dà forza di cercarlo sempre,
negli armadi di una poesia accantonata,
rimasta nuda,
per la tristezza di averla perduta.
Come un bimbo che ritrova il suo gioco,
a distanza di molto tempo,
ho ritrovato il mio ricordo,
era lì,
mi aspettava fermo immobile,
la sua bella luce magica s'era spenta,
acciacchato anche lui dagli anni,
ma era mio,
sempre bello nel suo portamento,
padrone delle onde e del mio cuore.
mai spento,
come il mio faro dei giorni più felici.
Grazie mio amico.
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L'autore
Rosaria Catania
Commenti (1)
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Umberto De Vita12 maggio 2015
Ogni tanto i ricordi riaffiorano a farci gustare passate gioie. Qui l'autrice fa un piccolo capolavoro riportando alla luce alcuni suoi ricordi.

