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Riflessioni 13 maggio 2015 · lettura 2 min · 1827 letture

Intenta a cucire

Daniela Dessì 1195 poesie pubblicate
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I tuoi capelli radi accolti in ciocche disadorne non più in ordine s'abbandonano leggeri alle increspature del tempo incombente. Così ti ricordo, intenta a cucire sferruzzando gomitoli di lana, srotolati sotto gli occhi ligi a ultimare il lavoro prima dell'alba. Quanti inverni hai tessuto nel grembo intrecciati dalle mani sapienti accanto al camino che si spegneva lentamente, la vista annebbiandosi con gli anni oscurava il volto delle cose amate, ma tu resistevi animata dalla volontà operosa di rammendare i buchi neri che nella mente cancellano ricordi, ingannano la memoria. Provavi a ricucire i fili spezzati della tua vita, come un'opera finita conseguita con pienezza l'avevi ideata e portata a termine, riponendola nelle mani del Signore per adornare l'anima con una veste di luce sempre candida. Or ti rivedo, sulla sedia a dondolo, intenta a cucire, gli occhiali posati da un lato, il capo reclinato per la fatica, sprofondata nel sonno apparente da cui ci si risveglia appagati da una felicità ch'è ricompensa per tanto dispendio d'amore, circondata da un'aura calma che distoglie da ogni triste pensiero ricolma di gioia il cuore.
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L'autore
Daniela Dessì

Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo

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Commenti (7)

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e
emiliapoesie3913 maggio 2015

tenera, dolce dedica alla mamma, con un gesto d'amore ce l'hai descritta, presentata negli ultimi giorni, intenta a ricucire i ricordi , la sua vita, è meravigliosa,, intensa traspare affetto ed ogni parola è amore...

Eolo14 maggio 2015

Radici d'amore verso la donna che ti ha donato la vita, struggente intensa, dedica, in un fluire del tempo tra memoria enostalgia.

A
Antonio Terracciano14 maggio 2015

Mi è molto piaciuta questa composizione, dedicata dalla poetessa, credo, alla sua cara mamma che non c'è più. Ciò che mi ha particolarmente colpito è l'intuizione del valore psicologico del cucire, cosa sulla quale non avevo mai riflettuto finora. Molte donne anziane cuciono quasi con accanimento (anche mia madre lo faceva), e la poetessa ci mette sulla buona strada per arrivare a una possibile spiegazione di ciò: attraverso quella ripetitiva attività manuale, esse in realtà vogliono forse tenere insieme, ricucire tutti i pezzi della loro vita che rischiano di dissolversi, vogliono rimandare il momento in cui essi si dissolveranno davvero, irrimediabilmente.

Umberto De Vita14 maggio 2015

Quella sedia a dondolo è stata gioia e dolore macinando ore a lavorare nel silenzio. Una lirica bellissima. Brava.

Pagu14 maggio 2015

Un lavoro molto intimo, immagini che si susseguono ricamate di affetto e dolcezza. Mi piace lo stile della poetessa, così diretto e ricco che si può immaginare con grande facilità il momento rievocato. Ottimo davvero.

piera tola14 maggio 2015

Ci sono gesti quotidiani che vengono a mancare. Ripensare ad alcuni momenti particolari che una persona a noi cara era solita fare, ci mette nostalgia ripensare a momenti particolari, inusuali adesso preziosi allora, rendono ancora diù importante e sentito il rapporto venuto a mancare... con la propria madre in questa bella lirica.

Clelia Maria Parente13 gennaio 2016

Ottimo componimento in cui la poetesssa ricorda la figura materna intenta a cucire seduta sulla sedia a dondolo. Poesia piaciuta che fa molto riflettere. Complimenti!