"Su mari senza fine (Mesopotamia)"
Stefano Drakul Canepa
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Sette sono i turbini delle montagne
due volte sette nelle notti nere
che spirano i segreti delle piogge
e battono rintocchi di dolore
Non sono maschi e femmine neppure
sette messaggeri della tempesta
e del vento impetuoso che soffia
sul germoglio tenebroso della terra
Nuvole del giorno sulla città che trema
finché il sole non soffre nel tramonto
di una luce strana sacrificata al male
sette sono nati dal terrore della strada
Non sono demoni e spettri neppure
ali della sera senza sepoltura
tetro giuramento di anime tornate
dal deserto senza pace d'altri mondi
Sussurrano abisso su mari senza fine.
©
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Stefano Drakul Canepa
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