Onirica
E io
non so che dire,
in bilico sul muro
di calce bianca,
mastico parole
aspre come il sughero.
Mentre arde il sole
e le cicale folli
ripetono
il verso martellante
Mastico il legno
mi volto,
non trovo un fiore.
Anche la gora è arsa.
Aspetto il cielo della sera.
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©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (2)
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Giovanni Monopoli28 luglio 2007
lasciarsi andare... mai... il tempo riporta momenti che possono turbarci ma la riflessiva solitudine chiarirà ogni dubbio... poesia molto bella
Mario Bugli29 luglio 2007
E' veramente la rappresentazione di un incubo perfettamente descritto; spero che non sia il tuo reale stato d'animo... ben strutturata ed efficace!

