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Sociale 24 maggio 2015 · lettura 1 min · 5400 letture

Una terra in fumo

Cinzia Gargiulo 222 poesie pubblicate
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Rossi i tramonti della mia terra dove il sole scalda l’inverno e la gente sorride ad ogni alba sciogliendo i nodi del destino avverso. Terra di mille colori e di contraddizioni amata, odiata mai ripudiata da chi v’è nato dimenticata da governi latitanti. Rossi i roghi di rifiuti nelle campagne discariche a cielo aperto disseminate di scorie d’industrie che non ci sono. Muore la mia terra sotto gli occhi sgomenti degli abitanti il cui urlo resta inascoltato e lacrima il cielo per i sorrisi spenti da veleni venuti da lontano.
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La mia terra non deve morire...

L'autore
Cinzia Gargiulo

Sono un’insegnante di scuola dell’infanzia. Mi piace il teatro, il cinema, la poesia, la musica dal vivo e ogni forma d’arte. Amo il mare e il contatto con la natura e porto in me la solarità della mia città: Napoli. Adoro le poesie di Neruda, Hikmet, Sara Teasdale, Tagore. Scrivere per me è dare ossigeno alla mia

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Commenti (13)

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carla composto24 maggio 2015

bellissima lirica un'accorata richiesta d'aiuto ...per una bellissima di terra, una terra di tutti noi ... che va protetta versi intensi e belli che toccano profondamente

Anna Di Principe24 maggio 2015

Non va dimenticata una terra che è stata fino al secolo scorso culla di antiche civiltà e di grande opulenza... dalle ben note vicende la poetessa trae ispirazione per una richiesta di aiuto, perché non si abbandoni una terra che tanto può dare al nostro Paese. Una lirica molto apprezzata di cui condivido il contenuto. Complimenti!

Sara Acireale25 maggio 2015

Non deve morire la bellissima e canora Napoli. Anche a me piange il cuore vedendo questa stupenda città morire a poco a poco per "veleni che vengono da lontano". Perché vengono da lontano? chi li fa venire? Lo stato è latitante ma i poitici locali "se ne fregano altamente" perché collusi con la camorra che fa venire i veleni. Saviano per denunciare questi misfatti è costretto a vivere 24 ore su 24 sotto scorta. È stato lasciato solo, come tutti quelli che hanno il coraggio di denunciare. Bisogna dire BASTA e ribellarsi apertamente.

Giovanni Licata25 maggio 2015

Tema commovente sul scempio d'ogni giorno dove lo stato e l'uomo si stringono nella morsa d'ingorghi uomini che distruggono la natura, e se stessi, la poetessa esolta l'uomo a custodire la natura per la vita futura.

Giacomo Scimonelli25 maggio 2015

è vergognoso ritenerci una nazione sviluppata quando ancora non si è riusciti a trovare una soluzione per i ''rifiuti''...è una vergogna poi presentarsi alle elezioni promettendo di risolvere i problemi ...una terra che pian piano viene soffocata ...versi che condivido totalmente

Paola Vigilante26 maggio 2015

Una riflessione su una brutta pagina dei nostri giorni, l'inquinamento da veleni per lo smaltimento dei rifiuti in una terra che se li vede arrivare da lontano ed alla quale non riesce a fare muro. Sarebbe da domandarsi come mai comunque questi rifiuti riescono a passare? Non ci saranno forse anche qui i soliti interessi economici a indirizzare le scelte di chi è al potere e non vuol vedere che alcune decisioni generano malattie e dolore? Ormai è tutto mercificato e poco si pensa alla salute ed al benessere dei cittadini. Profondamente sentita, un urlo contro un fenomeno che sta rovinando città dalla bellezza storica.

Annamaria Gennaioli26 maggio 2015

Una terra martoriata dall'egoismo umano, dall'indecenza e dalla stupidità, non sanno che tutto quello che si fa poi ritorna indietro come un boomerang... Una terra tra le più belle e fertili, qualcosa di meraviglioso che hanno intaccato, il domani è incerto, speriamo solo che si inneschi il meccanismo della saggezza...

Ventola raffaele28 maggio 2015

Un grido d'amore e di denuncia che mi ha colpito molto (forse perché in quella terra ci vivo!) Lirica che sento profondamente e che condivido in toto.

Grazia Denaro31 maggio 2015

Un grido che è unanime per ciò che sta capitando ad alcune zone della Campania "Terra dei fuochi" dove veleni d'ogni sorta sono stati scaricati in quelle meravigliose terre fertili. Tutto ciò ha creato grandi allarmi e parecchi bambini ed adulti si stanno ammalando. Il Governo dovrebbe prendersi carico di bonificare quelle terre e renderle fertili e sane come prima. Speriamo che si smuovano le coscienze. Un grido che dovrebbe essere unanime in tutti noi, ciò che l'autrice ha scritto in questa triste lirica. Molto apprezzata!

Annamaria Barone11 giugno 2015

quanto amore in questa poesia dolente e ribelle, perché non si può restare muti a guardare una terra ricca di ogni bellezza, morire di indifferenza, di spreco, di sfruttamento. No, non si può tacere e restare a guardare, così come fa uno stato assente, un governo che non riesce o non vuole fermare lo scempio. Una voce, mille voci e riprendiamoci quella terra magnifica e riportiamola alla sua iniziale bellezza e ricchezza, pura, salubre, nostra di nuovo

Un'accorata, intimamente appassionata invocazione lirica che diviene cruda visione e denuncia di un dramma ambientale, umanamente degradante che affligge questa meravigliosa terra, troppo spesso succube e inascoltata, avvelenata per questo dalle contraddizioni di un agire umano collettivo che non trova giustificazioni ... le risposte non possono più perdersi nel vento, devono concretizzarsi in un'efficace unità di intenti e soluzioni ad ogni possibile livello, sia locale e nazionale ... apprezzata e condivisa

Antonio Biancolillo25 giugno 2015

No…non deve morire e mai morirà quella stupenda terra…pur nelle sue mille contraddizioni… è unica nel suo fascino così alla portata di uomo… Particolari sono i versi che piangono di dolore e ci fanno arrivare tutta la sofferenza di una terra… Qualcosa cambierà…sicuramente cambierà… Molto apprezzata…

G
Giancarlo Fiaschi17 febbraio 2016

Purtroppo questo è un problema grave, fondamentale, il potere economico cerca queste scorciatoie, la politica o è assente e astratta o qualche volta connivente. Se non cambiano gli insegnamenti, anche il popolo si accoda a questo andazzo e la natura diventa una pattumiera. Bisogna fare un salto culturale, andando verso comportamenti virtuosi, di riciclo in toto e discariche controllate e protette, (sempre meno, come ultima ratio). Con comportamenti virtuosi, si tutela la salute e i nostri figli e nipoti. Famiglia e scuola si prendano a braccetto, per insegnare alle nuove generazioni, questi nuovi stili di vita. Ogni realtà ha, o ha avuto la sua ... terra dei fuochi ... cambiamo verso, o la natura ci prenderà a brutto muso.