Umanità invoco
La sera scende
tra gli aranci,
corre il pensiero inquieto,
gli occhi accarezzano
il profilo della luna
bianco, sospeso
in questa notte.
Umidi e semplici
i fili d'erba
sfiorano le gambe
intorpidite
che vagano nell'ombra
ad ascoltare il cuore
che pur vibra di sdegno,
sete di umanità.
Incanto rende la natura
agli occhi e ai sensi,
si muovono i gatti litigiosi.
Una parola amara
muore fra le labbra
socchiuse
nello sgomento.
©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (1)
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Giovanni Monopoli29 luglio 2007
una realtà ben evocata in questi versi liberatori che l'autore ci propone alla ricerca di quella umanità a volte e troppe volte perduta
