Il quadro storto
carla vercelli
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Fu uno sbalzo nascosto nel muro
o del chiodo dirittura mancata,
chissà perché e chi lo sa, fatto sta
che la tela si appese inclinata
con i fiori nel vaso di ioduro.
"Avvenente signora, come si fa?"
esternò il solerte imbianchino
con in mano trapano e martello
"Provo adesso io, lei mi scuserà,
a cambiar repentino il tassello,
rimediar antiestetico reclino".
Ma -nella vita esiste sempre un ma-
con le calle e i bottoni d’oro
il quadro storto lesto ritornava
ogni volta che la mano lasciava
la cornice e il suo interno decoro.
"No signora, mi scusi, proprio non sta".
A quel punto in enigmatiche pose
si lasciò sbizzarrire la fantasia,
nel vaso ornato d’antica farmacia
le bianche calle, lo stelo e le rose
sottosopra la testiera del sofà.
Alla signora un pochino dispiacque,
giusto il tempo di un sospiro lasso,
non raddrizzare in tutto del potassio
lo ioduro; contenta, dopo, tacque...
(chissà come mai e chissà chi lo sa).
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L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
Commenti (2)
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Umberto De Vita28 maggio 2015
Una simpaticissima e originale poesia. Mi sembra che l'autrice abbia avuto voglia di giocare e far sorridere i lettori. Credo che sia riuscita in tutto. .
Francesco Scolaro29 maggio 2015
Bella e divertente rdatta con fantasia con un finale un po' complicato ed enigmatico che stuzzica le sinapisi onde trovare la giusta chiave di lettura...


