L'amica penna
Giulia Gabbia
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Oh! Vecchia penna,
eterna amica
che ti intingi d'inchiostro per il mio volere.
Nemmeno tu custodisci più
i miei segreti
che l'anima racchiude.
Aspetti impaziente
d'immortalare tra le righe
il mio “confesso”
che non arriva
se non strappato dal cuore
infrangendo i sogni.
Sarebbe bene che tu sapessi aspettare
prima d'arare d'inchiostro
la bianca superficie,
per lasciarti solleticare
da pensieri capricciosi
che la mente elabora.
Ma tu
spudorata senza ritegno
scrivi il mio sentire
senza provar pena...
Com'è terribile morire.
©
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L'autore
Giulia Gabbia
Sono nata un giorno d’estate .In un giorno come tanti ,uguale ad altri fatto di routine quotidiane e di tran tran giornaliero . Un giorno di afa, uno di quelli in cui la città rimane vuota e silenziosa .E’ proprio in quel giorno dove il silenzio emergeva lungo la corsia dell’ospedale, cosa rarissima da sentirsi, che
Commenti (1)
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Francesco Rossi4 giugno 2015
Ho letto con attenzione e mi permetto di esprimere un parere non tanto sul contenuto che appare fin troppo chiaro lasciando al lettore solo la lettura, in pratica Giulia hai cambiato un poco lo stile dove lasciavi al lettore il gusto della percezione, in questa esplichi.

