Dillo
Dillo a chi ti offende
che l’aria è un velo bianco,
dillo a chi si arrende
che di soffrire non mi stanco.
Dillo, dillo forte
quanto credi quanto vuoi
un ladro l’ avrebbe fatto
avrebbe chiesto molto
e l’ agilità di un gatto
graffia l’ onore e il mio volto.
Bruciato vent'anni fa
in piazza lo videro tutti
anche i menefreghisti,
risero lo schianto delle fiamme
non pensarono la libertà
dai militari con le armi
dagli occhi ipocriti degli amici.
Risero lo schianto delle nuvole
che vennero dall’ alto
a piangere con me,
e dillo pure tu
che sognavi poco
e adesso sogni di più
e dillo a lei
che voleva tutto
e adesso ha solo gli occhi miei.
Dillo, dillo forte
quanto voli adesso
quanto speri adesso
e non vuoi più niente...
solo la morte.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!