Il mendicante storpio
Francesco Falconetti
237 poesie pubblicate
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Lo stavo lì a guardare,
curiosando tra immaginati pensieri,
mentre la sua voce,
arrotata su sillabe sbozzate,
accompagnava, spietata, la sua malformità.
E chi, distratto, ne incrociava il passo
tra candide vetrine e luci,
riconoscendolo rideva,
mentre lui, come pazzo, rispondeva alle risa,
coprendole con lo stridente rumore delle sue,
quasi a sfidarli con la sua insanità
a quella strana tenzone.
E nulla, e nessuno tra gli austeri passanti
che lo stavano lì, fermi, a guardare
lo strattonava
da quel dilaniante supplizio
che ne faceva scempio,
mentre la mia anima incontrava
il suo sguardo, perso
...quanto fu facile
volgere il capo dall’altra parte.
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (2)
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Antonella Garzonio11 giugno 2015
Senso di impotenza di fronte ai tanti mendicanti che si trascinano nelle nostre città.Senso di rabbia che assale, ma è questione di attimi, perché la povertà ormai non fa più notizia, né ci impedisce di dormire. Ci siamo educati all'indifferenza. Un autore di grande sensibilità, che apprezzo, il mio plauso.
Berta Biagini11 giugno 2015
Ho sentito particolarmente questi versi – non si può negare l’imbecillità dell’uomo di fronte a chi non ha armi per difendersi. Rabbia e stupore vanno a braccetto sperando che qualcuno possa rinsavire, ma ci credo poco!


