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Morte 11 giugno 2015 · lettura 2 min · 1906 letture

Ultimo atto!

Ettore Salamena 111 poesie pubblicate
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Un respiro lento, un cuore quasi fermo, pulsa in petto con affanno. Un lungo fremito, un sudore freddo, le stanche membra già più non sento, sto per morire con serenità la morte attendo. Gente che invoca, non cede la speme, la fede non è poca, quel triste corpo è lì tra loro, ne fissan gli occhi, quasi respira lo vedon risorto. Ma speran di più, una grazia? Tenere in vita colui che non è più! Essi non sanno, non posson ricordare, quanto sia vano il loro gesto, futile quasi pagano! Vaghe, cupe minacciose ombre avanzan come dèmoni, nelle fitte tenebre del profondo nero. Un’ultima volta li vedo, son lì, accanto a lui, intorno al letto. Opachi, celati visi dietro il tetro velo, tenebrosi, oscuri volti già scolpiti in nero! Piangono, pregano. Ma perché piangono, perché pregano? E’ troppo tardi, or non posson più darmi risposta! Resti pure laggiù, tra di loro, il gelido corpo bianco, laggiù, tra la pietosa gente, nella vita terrena di cui esso ne era il vanto! Resti laggiù, dov’ero, la convulsa visione, ormai più che mai tinta dalla tremula luce fioca del sacro umano cero! E’ l’ora, son qui, mi vengon incontro tra soavi suoni e calde luci, mi tendon la mano, verso fulgide strade mi stan recando! Mi vedo ragazzo, così, come sono ed ero, l’intera mia vita in un attimo sto rivivendo. Una schiera di soavi voci avanzan dall’ignoto, aleggiando, mentre altre laggiù, precipitan vibrando: sono nuove emozioni che in un alito di vita terrena, a chi brama stan donando!
#Cielo#Corpo#Gamba#Anima#Morte
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Roma, lì 3 marzo 1969 A tanti anni di distanza, la seguente citazione in Facebook ha catturato la mia attenzione: - Il 16 marzo del 2002 moriva Carmelo Bene, le ultime parole rivolte alla sua compagna Luisa furono: “Le gambe non le sento più. Adesso voglio dormire”.

L'autore
Ettore Salamena

"La sensibilità non è donna, la sensibilità è umana. Quando la trovi in un uomo diventa poesia". Alda Merini Autobiografia: Classe 1948 … diplomato … già lavoravo all'età di diciotto anni, il che mi ha consentito di sposarmi abbastanza presto, come d'altronde quasi tutta la mia generazi

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