L'odore del poi

L'odore del poi
sul mio indice destro
è dolce glassa di mango.
Trasparenza che cola,
proibita
come il sesso in ascensore.
Immagine liquida,
calda e buona.
Così sacra
che ricorda la mirra,
aspettando il Natale in chiesa.
Quaranta notti nel deserto,
tentazioni,
dall'aroma del per sempre.
E acqua di rose
che evapora
nei pochi minuti di noi.
Della tua pelle
sulla mia pelle,
sopra lenzuola fresche di bucato.
Ed è eccitante
l'essenza
del tuo "qui non si può fare".
Fiori di castagno
su di un fazzoletto
abbandonato sul davanzale.
Bouquet generoso
la mia vulva
dall'elegante fragranza della lontananza.
Da ricordare nelle narici
come l'inchiostro di una lettera.
Da tenere sulle labbra
come un'attesa.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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