La madonna che ride
Io no, nun ciò rimpianto
e puro cor còre affranto
vivo sempre come ar giubbileo
nu’ mme va ggiù sto piagnisteo
Ciavranno si tante beghe
ste pore mi’ colleghe,
però si mme guardate er viso
io ciò sempre 'n ber soriso.
Io sto co' li penzionati,
li sfrattati, li disoccupati,
li dannati e l’operai
ciò pur’io ‘n zacco de guai,
ma ar poraccio e ar pellegrino
che pe’ mme appiccia er lumino
invece de languore o pianto
je regalo un soriso ch’è ‘n incanto.
L’omo vabbè cià tante mani,
quelle de ieri, quelle de domani,
una ch’unisce una che ddivide,
una ch’accarezza una ch’uccide,
ma a voi, che a mme venite,
pe’ tutti io so la madonna,
la madonna che te ride.
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Commenti (1)
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adriana sini19 giugno 2015
Se devo esser sincera, non avendo prestato particolare attenzione al titolo, non ho capito parlassi della Madonna sino alla chiusa. Hai scelto di scrivere in prima persona e l'idea che ne vien fuori inizialmente è che tu parli di te e del tuo modo di viver nel mondo. Tutto ciò nulla toglie al piacere della lettura: ho trovato ogni verso particolarmente originale, complimenti