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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giorgio Lavino
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Fantasia 20 giugno 2015 · lettura 1 min · 1448 letture

Autoanalisi

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Sono il tempo perduto nel suo stesso tempo, la luna ostinata a non far spuntar il sole, il foglio scarabocchiato che attende di essere strappato. Sono la goduria che finisce per ricominciare, l’asciugamani che non asciuga il sudore, la certezza che non convince il dubbio, il problema che rimane irrisolto, la nave che salpa per affondare. Sono La rovina che produce gioia, la nota stonata che fa armonia, il vento che porta le foglie sugli alberi, l’astuzia che si fa soggiogare dall’idozia.
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Si può conoscere il cosmo, ma non il proprio ego; il proprio io è più distante di ogni altra stella. (Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia, 1908)

L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (1)

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Azar Rudif21 giugno 2015

Bella la poesia nella sua triplice definizione del proprio "essere", ma non sono tanto d'accordo con la nota. Infatti, la poesia, il poeta, descrivere il proprio essere. E' molto più difficile, anzi impossibile conoscere il cosmo.