Autoanalisi
Giorgio Lavino
888 poesie pubblicate
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Sono
il tempo perduto
nel suo stesso tempo,
la luna ostinata
a non far spuntar il sole,
il foglio scarabocchiato
che attende di essere strappato.
Sono
la goduria che finisce per ricominciare,
l’asciugamani che non asciuga il sudore,
la certezza che non convince il dubbio,
il problema che rimane irrisolto,
la nave che salpa per affondare.
Sono
La rovina che produce gioia,
la nota stonata che fa armonia,
il vento che porta le foglie sugli alberi,
l’astuzia che si fa soggiogare dall’idozia.
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
Commenti (1)
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Azar Rudif21 giugno 2015
Bella la poesia nella sua triplice definizione del proprio "essere", ma non sono tanto d'accordo con la nota. Infatti, la poesia, il poeta, descrivere il proprio essere. E' molto più difficile, anzi impossibile conoscere il cosmo.

