L'altro lato delle lenti degli occhiali da vista
Fuori la luna è coperta da un lenzuolo di nuvole
Il tram vomita passeggeri alle fermate
Il freddo morde la pelle sotto le giacche, le viette nude,
la vita scorre sui marciapiedi con le mani nelle tasche,
un buio brusio e profumo d'asfalto bagnato.
In centro le insegne luminose gridano,
in periferia le bombolette spray dei writer,
la metro passa, un uomo starnutisce,
dei ragazzi fumano erba in un parco,
un deejay suda su una consolle sopra un palco,
rumore e odore di sudore e sesso.
In camera mia ci siamo io e un posacenere,
una penna, un quaderno, l'angelo della solitudine
mi sta accanto e mi sussurra voci,
il vento dalla finestra mi lecca, una bottiglia a cui dare baci,
profumo d'erba e fumo dal Marocco.
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Commenti (1)
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Azar Rudif25 giugno 2015
una descrizione nuda e cruda di ciò che ci investe nella vita e trasposti secondo una visione soggettiva di sensazioni, odori e impressioni. L'ultima strofa riporta alla propria realtà di separazione da questo mondo che diventa come un estraneo, un forestiero pronto ad invadere la nostra camera ovvero la nostra vita.
